Canone, ISTAT e spese

Tutto ciò che riguarda i soldi del contratto: aggiornamento ISTAT del canone, deposito cauzionale e interessi legali, ripartizione delle spese condominiali, ricevute e ritardi.

3 guide

Questa sezione riguarda i soldi che passano tra proprietario e inquilino mentre l'affitto è in corso: il canone e il suo aggiornamento, il deposito cauzionale, le spese del condominio. Sono le voci su cui nascono più discussioni, e quasi sempre la risposta sta in poche righe di legge e nella clausola del contratto. Qui trovi le une e ti diciamo dove cercare l'altra.

Le guide rispondono a domande precise:

  • Quando si può aggiornare il canone con l'ISTAT, e di quanto? Solo se il contratto lo prevede e se non hai scelto la cedolare secca. L'ultimo dato dell'indice FOI senza tabacchi, quello di settembre 2026, è 4,0 %; nel canone concordato si applica al massimo il 75 % della variazione.
  • Quanto deposito si può chiedere e quanti interessi maturano? Al massimo 3 mensilità del canone, con gli interessi al tasso legale, che nel 2026 è 1,60 %.
  • Chi paga portiere, riscaldamento, ascensore e lavori del palazzo? La ripartizione di legge e la tabella ministeriale per i contratti concordati, voce per voce, con i termini per chiedere le spese all'inquilino.

Ogni numero viene dal nostro registro dei parametri, che riporta per ogni valore la legge, il decreto o la pagina dell'Agenzia delle Entrate da cui l'abbiamo preso. Il dato ISTAT si aggiorna da solo quando l'istituto pubblica il mese nuovo, e con lui le tabelle e i calcolatori.

Due calcolatori fanno i conti al posto tuo:

Le guide spiegano le regole generali in vigore nel 2026 e non sostituiscono la lettura del tuo contratto né il parere di un professionista. Per un caso che non torna, come una clausola ambigua, arretrati di più anni o una trattenuta contestata, rivolgiti a un avvocato, a un commercialista o a un'associazione della proprietà edilizia o degli inquilini. Chi ha un contratto concordato, transitorio o per studenti può anche chiedere l'intervento della commissione di conciliazione prevista dal decreto ministeriale del 2017.