Imposta di registro sull'affitto

Calcola l'imposta di registro sull'affitto: 2 % del canone, minimo 67 € la prima annualità, base al 70 % per il concordato, pagamento unico con lo sconto.

Il contratto

€
Tipo di contratto

Con la cedolare secca l'imposta di registro e il bollo non si pagano. Per legge l'imposta si divide a metà fra proprietario e inquilino (art. 8 l. 392/1978): qui vedi il totale e la quota del proprietario.

Il risultato

Compila il modulo: il conto si aggiorna mentre scrivi.

Il calcolatore stima l'imposta di registro su un contratto di affitto di un'abitazione: quanto paghi alla registrazione, quanto nelle annualità successive e quanto pagando tutta la durata in una volta. In fondo trovi la quota che resta al proprietario.

Come funziona il calcolo?

Inserisci il canone annuo, il tipo di contratto e la durata in anni.

  1. Base imponibile. È il canone annuo. Per il contratto concordato in un comune ad alta tensione abitativa la base scende al 70 % del canone.
  2. Imposta annua. La base per il 2 %.
  3. Prima annualità. L'imposta annua, ma mai meno di 67 €.
  4. Anno per anno. La prima annualità più l'imposta annua per ciascuno degli anni seguenti. Le annualità dopo la prima possono restare sotto il minimo.
  5. Tutto subito. Con una durata di almeno due anni, l'imposta annua moltiplicata per gli anni, meno lo sconto: una percentuale pari alla metà del tasso legale per il numero delle annualità. Il calcolatore usa il tasso dell'anno in corso, nel 2026 1,6 %. Anche qui il risultato non scende sotto il minimo.
  6. Quota del proprietario. La prima annualità per il 50 %: per legge l'altra metà spetta all'inquilino.

Che cosa non considera?

  • Il bollo: 16 € ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe, per ogni copia e per gli allegati.
  • Gli aggiornamenti ISTAT: il calcolo presume un canone fermo per tutta la durata. Se paghi anno per anno, l'imposta di ogni annualità si calcola sul canone aggiornato, e cresce con lui.
  • Gli adempimenti successivi: proroga, cessione (67 € fissi senza corrispettivo) e risoluzione (67 € fissi) hanno regole proprie.
  • Gli immobili non abitativi: negozi, uffici e capannoni pagano l'1 % o il 2 % secondo chi affitta; un'abitazione affittata da un'impresa con IVA paga 67 € fissi.
  • Il comune: l'opzione «concordato» presume che la base ridotta si applichi; non verifica che il comune sia fra quelli ad alta tensione abitativa.
  • Durate in mesi e ritardi: il conto è per anni interi e non calcola sanzioni e interessi di un versamento tardivo.

Con la cedolare secca registro e bollo sul contratto non si pagano: in quel caso il risultato non ti serve.

Esempio. Con i valori proposti dal modulo: canone di 8.400 € l'anno, contratto libero, durata 4 anni. Imposta annua: 8.400 × 2 % = 168 €, sopra il minimo di 67 €, quindi la prima annualità è 168 €. Anno per anno, in quattro anni: 672 €. Tutto subito: sconto di 1,6 % ÷ 2 × 4 = 3,2 %, cioè 21,50 €, e si pagano 650,50 €. La quota del proprietario sulla prima annualità è 84 €.

A chi rivolgerti?

Il risultato è una stima basata sulle regole generali. Per un contratto con più proprietari in regimi diversi, un corrispettivo di cessione o di risoluzione, o un immobile in parte abitativo e in parte commerciale, chiedi a un CAF, a un commercialista o all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate dove registri. Le regole complete, con proroga, cessione, risoluzione e codici tributo, sono nella guida all'imposta di registro sull'affitto.

Domande frequenti

Perché la prima annualità costa almeno 67 €?

Perché la legge fissa un minimo: l'imposta sulle locazioni non può essere inferiore a 67 €. Il minimo vale per la prima annualità e per il pagamento unico; se paghi anno per anno, le annualità successive possono costare meno.

Quale tasso legale usa per lo sconto del pagamento unico?

Quello dell'anno in corso: nel 2026 è 1,6 %. La norma parla di tasso legale senza indicare l'anno; la lettura più naturale è quella del tasso in vigore quando registri, ed è quella che usiamo.

Il calcolatore vale per un contratto transitorio?

Sì, con l'opzione «canone libero o transitorio», perché il transitorio non ha la base ridotta. Il calcolatore ragiona però per anni interi: per un contratto di pochi mesi chiedi conferma dell'importo a chi registra il contratto o all'ufficio dell'Agenzia.

Se scelgo la cedolare secca devo pagare qualcosa?

No: con la cedolare secca l'imposta di registro e il bollo sul contratto non sono dovuti, né alla registrazione né nelle annualità successive. Resta solo il registro sull'eventuale cessione del contratto.

L'inquilino deve pagarne la metà?

Sì. Per l'art. 8 della legge 392/1978 le spese di registrazione sono divise in parti uguali, il 50 % a testa. Il calcolatore mostra il totale e, in fondo, la quota del proprietario sulla prima annualità.

Fonti

  1. D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (TU imposta di registro), Tariffa parte I art. 5 con note, testo vigente al 22/10/2026 - Normattiva
  2. Agenzia delle Entrate - Registrazione di un nuovo contratto - Quanto si paga
  3. Legge 27 luglio 1978, n. 392, art. 8 (spese di registrazione) - Normattiva
  4. MEF - DM 10 dicembre 2025, saggio degli interessi legali per il 2026 (GU n. 289 del 13/12/2025)