Imposta di registro sull'affitto
Calcola l'imposta di registro sull'affitto: 2 % del canone, minimo 67 € la prima annualità, base al 70 % per il concordato, pagamento unico con lo sconto.
Il risultato
Compila il modulo: il conto si aggiorna mentre scrivi.
Il calcolatore stima l'imposta di registro su un contratto di affitto di un'abitazione: quanto paghi alla registrazione, quanto nelle annualità successive e quanto pagando tutta la durata in una volta. In fondo trovi la quota che resta al proprietario.
Come funziona il calcolo?
Inserisci il canone annuo, il tipo di contratto e la durata in anni.
- Base imponibile. È il canone annuo. Per il contratto concordato in un comune ad alta tensione abitativa la base scende al 70 % del canone.
- Imposta annua. La base per il 2 %.
- Prima annualità. L'imposta annua, ma mai meno di 67 €.
- Anno per anno. La prima annualità più l'imposta annua per ciascuno degli anni seguenti. Le annualità dopo la prima possono restare sotto il minimo.
- Tutto subito. Con una durata di almeno due anni, l'imposta annua moltiplicata per gli anni, meno lo sconto: una percentuale pari alla metà del tasso legale per il numero delle annualità. Il calcolatore usa il tasso dell'anno in corso, nel 2026 1,6 %. Anche qui il risultato non scende sotto il minimo.
- Quota del proprietario. La prima annualità per il 50 %: per legge l'altra metà spetta all'inquilino.
Che cosa non considera?
- Il bollo: 16 € ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe, per ogni copia e per gli allegati.
- Gli aggiornamenti ISTAT: il calcolo presume un canone fermo per tutta la durata. Se paghi anno per anno, l'imposta di ogni annualità si calcola sul canone aggiornato, e cresce con lui.
- Gli adempimenti successivi: proroga, cessione (67 € fissi senza corrispettivo) e risoluzione (67 € fissi) hanno regole proprie.
- Gli immobili non abitativi: negozi, uffici e capannoni pagano l'1 % o il 2 % secondo chi affitta; un'abitazione affittata da un'impresa con IVA paga 67 € fissi.
- Il comune: l'opzione «concordato» presume che la base ridotta si applichi; non verifica che il comune sia fra quelli ad alta tensione abitativa.
- Durate in mesi e ritardi: il conto è per anni interi e non calcola sanzioni e interessi di un versamento tardivo.
Con la cedolare secca registro e bollo sul contratto non si pagano: in quel caso il risultato non ti serve.
Esempio. Con i valori proposti dal modulo: canone di 8.400 € l'anno, contratto libero, durata 4 anni. Imposta annua: 8.400 × 2 % = 168 €, sopra il minimo di 67 €, quindi la prima annualità è 168 €. Anno per anno, in quattro anni: 672 €. Tutto subito: sconto di 1,6 % ÷ 2 × 4 = 3,2 %, cioè 21,50 €, e si pagano 650,50 €. La quota del proprietario sulla prima annualità è 84 €.
A chi rivolgerti?
Il risultato è una stima basata sulle regole generali. Per un contratto con più proprietari in regimi diversi, un corrispettivo di cessione o di risoluzione, o un immobile in parte abitativo e in parte commerciale, chiedi a un CAF, a un commercialista o all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate dove registri. Le regole complete, con proroga, cessione, risoluzione e codici tributo, sono nella guida all'imposta di registro sull'affitto.
Domande frequenti
Perché la prima annualità costa almeno 67 €?
Perché la legge fissa un minimo: l'imposta sulle locazioni non può essere inferiore a 67 €. Il minimo vale per la prima annualità e per il pagamento unico; se paghi anno per anno, le annualità successive possono costare meno.
Quale tasso legale usa per lo sconto del pagamento unico?
Quello dell'anno in corso: nel 2026 è 1,6 %. La norma parla di tasso legale senza indicare l'anno; la lettura più naturale è quella del tasso in vigore quando registri, ed è quella che usiamo.
Il calcolatore vale per un contratto transitorio?
Sì, con l'opzione «canone libero o transitorio», perché il transitorio non ha la base ridotta. Il calcolatore ragiona però per anni interi: per un contratto di pochi mesi chiedi conferma dell'importo a chi registra il contratto o all'ufficio dell'Agenzia.
Se scelgo la cedolare secca devo pagare qualcosa?
No: con la cedolare secca l'imposta di registro e il bollo sul contratto non sono dovuti, né alla registrazione né nelle annualità successive. Resta solo il registro sull'eventuale cessione del contratto.
L'inquilino deve pagarne la metà?
Sì. Per l'art. 8 della legge 392/1978 le spese di registrazione sono divise in parti uguali, il 50 % a testa. Il calcolatore mostra il totale e, in fondo, la quota del proprietario sulla prima annualità.
Fonti
- D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (TU imposta di registro), Tariffa parte I art. 5 con note, testo vigente al 22/10/2026 - Normattiva
- Agenzia delle Entrate - Registrazione di un nuovo contratto - Quanto si paga
- Legge 27 luglio 1978, n. 392, art. 8 (spese di registrazione) - Normattiva
- MEF - DM 10 dicembre 2025, saggio degli interessi legali per il 2026 (GU n. 289 del 13/12/2025)